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Simboli del Pride e del Movimento GLBT

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Lambda

Adottato nel 1970 dal New York Gay Activists Alliance è sicuramente il primo simbolo del movimento glbt e l’unico ad essere stato adottato ufficialmente da un congresso internazionale (International Gay Rights Congress, Edinburgo 1974).
Il motivo per cui è stato scelto è tutt’ora abbastanza oscuro. Alcuni associano la scelta alla prima lettera (?) del verbo che in greco antico significa liberazione.
Altri ricordano che la lambda è usata in fisica per definire il concetto di energia, e quindi ci sarebbe un riferimento all’energia, alla forza del movimento. Pare che nella Sparta antica la lambda simboleggiasse unità, mentre per i romani la lambda era “la luce della conoscenza nell’oscurità dell’ignoranza”. Alcuni ricordano inoltre che sugli scudi dei soldati di Sparta ci fosse la lambda.
E’ stato sicuramente il simbolo più diffuso e utilizzato nei primi anni del movimento, in tutto il mondo, anche perché il termine liberazione era il più usato in quegli anni per definire il movimento glbt. Verso la fine degli anni ’70 è stato associato al colore lavanda (vedi) per integrare con un colore molto associato alla tradizione lesbica il suo carattere specificamente maschile.

Arcobaleno

Il simbolo di gran lunga più diffuso negli ultimi anni, anche se non esclusivo del movimento glbt, è l’arcobaleno, nella sua versione a bandiera.
Apparso per la prima volta durante il San Francisco Gay and Lesbian Freedom Day del 1978, si è ispirato in modo esplicito ai simboli e all’uso dell’arcobaleno che i movimenti hippy, underground e per i diritti civili degli anni 60 avevano largamente usato negli USA.
Il significato diretto è quello che richiama al multiculturalismo insito nella presenza armonica di tanti colori, anche se qualcuno ricorda che in mitologia l’arcobaleno è a volte associato a temi sessuali. L’arcobaleno era prima dell’uso da parte del movimento glbt, simbolo di movimenti sociali, politici e partitici, ed ancor più lo è diventato negli anni successivi.
Nella sua versione a bandiera l’arcobaleno è composto da sei colori: rosso (vita), arancio (cura di se), giallo (sole), verde (natura), blu (armonia ), viola (spirito). Vi sono anche versioni che prevedono anche l’aggiunta del rosa (sessualità glbt) e del turchese (arti).
Negli anni di lotta all’Aids a questi colori si è associato qualche volta una fascia nera al fondo.

Triangolo Rosa

Le origini del triangolo rosa sono tragicamente note: era il simbolo con il quale venivano indentificate le persone omosessuali internate nei campi di concentramento e sterminio nazista a seguito dell’applicazione dell’art. 175 del codice penale tedesco.
Ogni prigioniero rinchiuso nei campi aveva un simbolo che designava la ragione per cui era stato internato: triangolo verde per i criminali comuni, , triangolo rosso per i prigionieri politici, la stella di Davide formata da due triangoli gialli sovrapposti per gli ebrei, il triangolo nero – o marrone – per le popolazioni Rom e Sinti e per le persone devianti in generale, un triangolo color porpora per i Testimoni di Geova. Gli omosessuali morti nei campi di concentramento furono alcune decine di migliaia. Molti di più quelli incriminati e processati in applicazione dell’art. 175.

Il triangolo rosa rovesciato (ovvero con la punta in su) è stato anche utilizzato da Act Up (una delle più note organizzazioni di lotta all’Aids).

Per saperne di più scarica questa brochure dell’United State Holocaust Memorial Museum [ inserire qui testo in pdf ], oppure visita questo sito da cui troverai indicazioni per continuare le ricerche:
http://digilander.libero.it/giovannidallorto/link/linkomocausto.html

Simboli di genere

In questo contesto può essere utile ricordare i simboli di genere: come sapete derivano dai segni astrologici: quello di Marte per il genere maschile (cerchio con freccia orientata a Nord Est), Venere per il genere femminile (cerchio con croce orientata a Sud).
L’uso dei simboli di genere nel movimento glbt risale agli anni ’70: due simboli di Marte o due simboli di Venere intrecciati indicano rispettivamente l’omosessualità maschile e femminile. Un cerchio solo con la freccia e la croce indicano la transessualità mentre Marte e Venere intrecciati definiscono il comportamento eterosessuale.

Il segno astrologico di Mercurio è tradizionalmente il simbolo delle persone transessuali. Nel simbolo, la luna crescente alla cima rappresenta il maschile, e la croce alla base rappresenta il femminile. L'anello rappresenta l'individuo, con il maschile e femminile bilanciati alle estremità.

Inspirato dai simboli di genere, il Simbolo Transgender combina il colore lavanda e la forma del triangolo rosa con il cerchio che denota i vari generi fusi in uno.

 

Lavanda (colore)

Quasi nessuno lo ricorda più ma per molti anni, e nei paesi di lingua inglese ancora oggi è diffuso, il color lavanda è stato associato al movimento glbt. Il termine lavender era molto diffuso tra le lesbiche statunitensi negli anni ’30 e veniva usato come sinonimo di lesbica. Nei primi anni ’70 divenne il colore ufficiale del movimento ed ancora adesso è utilizzato in alcune iniziative, soprattutto editoriali

Fiocco Rosso

Il fiocco rosso non è un simbolo del movimento glbt, ma crediamo utile ricordarlo lo stesso in questo contesto, anche perché il movimento glbt ha contribuito moltissimo alla sua diffusione planetaria come simbolo della lotta all’AIDS. Fu creato nel 1991 da Visual Aids, un gruppo di artisti professionisti nato per ricordare loro colleghi morti per Aids, e divenne ben presto il simbolo di tutti i gruppi che lottano l’Aids nel mondo. Si badi bene: il fiocco è usato da più di cento anni nei movimenti di natura politica e sociale soprattutto dei paesi anglosassoni. Il fiocco rosso era usato, infatti, dai movimenti e partiti socialisti. Nel corso del ‘900 l’uso del fiocco colorato è stato utilizzato per iniziative più legate a temi sociali (giallo per ricordare persone in ostaggio, rosa per le persone malate di cancro al polmone, blu per la compagna contro la censura in internet, ecc. ecc.).

E visto che ci siamo ci piace ricordare che la giornata internazionale di ricordo delle persone con Hiv/Aids e di lotta all’Aids è nata a San Francisco nel 1983 (la terza domenica di maggio, www.candlelightmemorial.org ) ed è tutt’ora l’appuntamento che le stesse persone con Hiv/Aids riconoscono come proprio. Mentre il World Aids Day (1° dicembre) è nato su proposta dell’OMS all’interno delle Nazioni Unite molti anni dopo, anche se con finalità simili.


Altre informazioni sui simboli GLBT le potete trovare anche su: